Un abbinamento poco canonico ma molto piacevole

Capesante1 Il mio amico Massimo è molto attento, addirittura pignolo, per quel che riguarda le materie prime dei suoi piatti e i suoi fornitori lo servono con rispetto perché sanno che non possono permettersi errori…

Il giorno dell’ Epifania invito a pranzo a casa sua con un antipasto elementare ma nobilitato da un ingrediente di alta qualità: Capesante all’arancia.

Dopo aver pulito le Capesante, tagliarle in due o tre parti (a seconda della dimensione) dalla parte rotonda, ottenendo dei bassi cilindretti; mondare per bene degli spicchi di arancia, eliminando la pellicina bianca, tagliarli a pezzettini; preparare il condimento mescolando il succo di arancia, olio EVO,sale, pepe e un poco di aceto balsamico; mescolare tutti gli ingredienti e lasciare macerare una decina di minuti.

La differenza era nelle Capesante! Non si trattava di quelle che usualmente possiamo reperire in pescheria cioCapesante2è quelle aperte, a mezzo guscio che sono certamente dei prodotti dignitosi ma nulla hanno a che fare con quelle fresche, chiuse. Certamente queste ultime sono più difficili da trattare (apertura…pulitura…) ma ti ripagano con gli interessi in quanto a fragranza e sapore!

In abbinamento, nonostante io fossi un po’ perplesso, il padrone di casa ha aperto una GTCortacciabottiglia di Gewurztraminer della Cantina di Cortaccia, annata 2014: questo vino si è rivelato ideale perché non è  molto aromatico ma, anzi, con la sua eleganza si è dimostrato poco “invadente” come spesso accade con quel vitigno per cui non solo non sovrastava la delicatezza del piatto ma anzi ne esaltava il profumo e il sapore di agrumi

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