17 marzo 1986: catarsi e palingenesi

Il 17 marzo 1986 venne scoperta la famigerata frode del vino al metanolo: ben ventitré persone morirono e molte decine subirono danni permanenti, fra cui, in prevalenza, la cecità.

Una ditta di Narzole (CN), la Ciravegna, approfittando del fatto che il Metanolo era più conveniente dello zucchero perché non pagava accisa,  lo aggiunse ai vini che commercializzava per aumentarne la gradazione. Purtroppo, però, questo tipo di alcool è molto dannoso per l’ organismo. Da qui la tragedia.

Questo episodio rappresenta tutt’ora il punto più basso per l’ immagine e per il mercato del vino italiano: i consumi crollarono e le esportazioni vennero polverizzate…

Castello di Brolio

Castello di Brolio

Mi ricordo,però, che, contrariamente alla tendenza generale, nella mia enoteca le vendite crebbero: mai avuto tante richieste di fiaschi di Chianti Brolio!! Nonostante si trattasse di un vino molto caro, i miei clienti preferivano spendere di più ma avere in cambio qualità e sicurezza. Questo atteggiamento, grazie a Dio, si diffuse rapidamente e portò ad una riqualificazione del mercato del vino italiano dal quale vennero espulsi i prodotti peggiori e più dequalificanti. Negli anni successivi crebbe anche nel resto del mondo l’ immagine e la credibilità del vino italiano che raggiunsero (e conservano…) dei livelli precedentemente impensabili.

Tutto ciò conferma quello che ho sempre sostenuto: solo la qualità e la continuità di essa possono garantire la vendita e la soddisfazione del consumatore.

Fiasco di Chianti

Fiasco di Chianti

Ma la Storia agli ottusi e ai disonesti non riesce ad insegnare molto…: nella tarda primavera del 2014 ad un mio (ex-) collega (molto bravo nel commercio, a suo dire) venne sequestrata, su ordine della Procura di Siena,  una partita di Brunello di Montalcino “fasullo”; prendiamo pure per buona l’ipotesi che fosse stato a sua volta raggirato ma, Vi chiedo, può essere venduto al pubblico del vero Brunello di Montalcino a 11 €. alla bottiglia? Ovverosia comprereste una Ferrari a 20.000 €.? Non credo…Da ciò deriva, supposto che non sia un disonesto, che certamente è un incompetente!

Non bisogna chiedere al bottegaio di regalarvi la merce: non  potrebbe farlo… E sarebbe sospetto se dicesse che lo sta facendo. Chiedetegli, dopo aver deciso quello che intendete spendere, qualità, competenza, affidabilità, educazione, pulizia, cortesia e puntualità. 

Diffidate, quindi, delle gibigianne dei prezzi “stracciati”: dietro c’è sempre qualcosa di opaco se non addirittura qualcosa di pericoloso.

 

 

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