L’Olio tunisino…

Nelle scorse settimane ha sollevato delle aspre polemiche la notizia che l’UE avrebbe permesso di importare, senza sottoporle a dazi, molte migliaia di tonnellate di OLIO tunisino. Apriti cielo: i protezionisti (a senso unico e a corrente alternata) hanno dato fiato alle trombe e hanno incominciato ad sbraitare e a piagnucolare…Non è il caso di esaminare in questa sede le motivazioni politiche che hanno portato a tale scelta commerciale (che, peraltro, mi sembrano fondatissime), vorrei, solamente, chiedere che tipo di “inquinamento” di mercato può costituire la vendita di un olio di cui per legge bisogna indicare la provenienza extracomunitaria nei confronti di ben più qualificati olii nazionali, magari DOP….o presunti tali…Ed eccoci arrivati al nodo gordiano della faccenda! Purtroppo ci sono molte situazioni opache nella proposta dell’ olio Extra Vergine di Oliva, situazioni alle quali aveva cercato di porre rimedio la Legge 14.01.2013, n. 9 (c.d. “salva olio”): molte aziende ricorrono a nomi commerciali che richiamano, illecitamente, a situazioni geografiche o a materie prime che suggeriscono zone e metodi di produzione che nulla

Casa Olearia Taggiasca

Casa Olearia Taggiasca

hanno a che fare con quelle reali. Guardate un po’ le etichette riportate nelle foto allegate a questo post: Casa Olearia Taggiasca … a cosa si pensa? Evidentemente ad un olio ottenuto da olive taggiasche…ma se andiamo a leggere nella controetichetta, ben più in piccolo, c’ è scritto: “Prodotto confezionato da…” e non “Prodotto e confezionato da…” e poi “Prodotto Italiano“. Bene! Cosa c’entra un olio genericamente italiano con le olive taggiasche della Riviera di ponente? Nulla, evidentemente.

Olio italiano

Olio italiano

Con ciò vorrei dimostrare che la querelle dell’olio importato non si pone per i produttori di Olio EVO di qualità che rispettano le leggi e agiscono con coscienza; si pone, invece, in maniera minacciosa per coloro che vivono sul filo della truffa e della frode giocando sul prezzo e sui malintesi, sul dire e il non dire, dimenticando le congiunzioni e scrivendo in caratteri microscopici delle informazioni fondamentali.

La questione dell’ Olio tunisino sarebbe risolta velocemente se  fosse imposto che sulle etichette sia stampata la dicitura chiara e inequivocabile sulla provenienza e la tipologia della materia prima e del luogo di produzione, imbottigliamento e commercializzazione: …”Furbetti,…addio!!”. Sarebbe persino divertente leggere che la Casa Olearia Taggiasca è diventata Casa Olearia La Daunia oppure La Jerezana o, magari, Il Frantoio Cartaginese! ;-D!!!

 

P.S.: la bottiglia fotografata è stata da me acquistata nel mio ex-negozio ed è una di quelle che io, a suo tempo, mi ero rifiutato di rifilare ai miei clienti, spacciandolo per olio ligure…da questa lacerazione è nata la causa che ha portato alla rottura definitiva con la ditta Squillari.

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