La “Degustazione della settimana”…anzi, NO!

Avevo pensato di pubblicare settimanalmente la degustazione di uno dei vini che vengono serviti a bicchiere al Ristorante UVA ma, visto che ero già stressato dopo sei giorni di lavoro “massacrante” (compresa la Domenica di riposo…), ho chiesto ai padroni se da lunedì avrei potuto farmi tre settimane di ferie nel mio buen retiro  di Bergeggi. Da ciò è nata la riflessione:”Ha significato iniziare una rubrica settimanale e interromperla subito?” Poiché sono una persona di grande profondità, mi sono risposto, ovviamente,  “NO”…

Però è sorto subitaneo un dubbio:”In quale modo e con quali argomenti posso perseguitare i miei attenti e costanti  lettori (;-D!)?” EDDECCOLARISPOSTAIMMEDIATA!!!: vi racconto la degustazione di due vini che ho bevuto io coi miei padroni per ringraziarli di avermi fatto entrare nello staff…Ta-tann!!!

Solaia Antinori 1982

Solaia Antinori 1982

SOLAIA Antinori 1982: le uve sono Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Sangiovese. Gradazione 12° (i “vinoni” erano di là da venire) Colore: rosso rubino scuro con nuances arancio che quasi scompaiono nella brillantezza generale. Al naso senti subito i frutti neri, poi la prugna, quindi la prugna cotta e, sfuggenti ma ricorrenti, delle note di torrefazione; elegante, vinoso pur nella ricca opulenza. In bocca ha un attacco tannico (ma dolce e delicato) con un’acidità che lascia stupefatti (ha trentacinque anni ‘sto vino! E’ più vecchio di tutti i soci di UVA), fresco, giovanile; i frutti ora sono rossi e, quindi, più freschi che al naso. Discreto velluto mentre il legno non si percepisce. Lungo, ampio ma, soprattutto, elegante. Nonostante la mia ben nota avversione per i “Supertuscans”, devo riconoscere che è una grande bottiglia.

Sauternes Chateau Rayne-Vigneau Premier Grand Cru 1986: gradazione 14°, colore oro antico/oro rosa; profumo immediato di smalto per unghie e di miele di acacia che poi vira verso il miele di eucalipto con note balsamiche nette e poi, ancora, ananas sciroppato; in bocca nuovamente l’ ananas e il miele che lascia il posto ai datteri secchi, notevole la sensazione di freschezza dovuta all’acidità che dona anche eleganza e grande equilibrio. Non stanca mai.

Chateau Rayne-Vigneau 1er Grand Cru 1986

Chateau Rayne-Vigneau 1er Grand Cru 1986

Due grandi bottiglie, due grandi annate: sono stato fortunato ad averle messe da parte, allora!

Condividi questo contenuto:

Lascia un commento