Perché questo blog

La principale ragione per la quale ho voluto realizzare questo blog è il non lasciar scomparire cento anni di esperienza enogastronomica: come potete vedere nella storia e nel filmato ben cinque generazioni della mia famiglia si sono succedute, lavorando in questo campo e, anche se non pretendo che l’ esperienza, da sola, sia sufficiente, credo di poter affermare che tutti noi abbiamo fatto tesoro degli apprendimenti di chi ci ha preceduto, migliorandoli con le nostre idee e adattandoli alla realtà che mutava negli anni.
Abbiamo visto scomparire o relegare a ruolo di comprimari marchi gloriosi: chi oggi si sognerebbe di proporre l’ Aurum come digestivo, eppure cento anni fa esso era uno dei liquori più richiesti; il Johnnie Walker lo ordinavamo a decine di cartoni per volta, oggi è relegato sugli scaffali polverosi di qualche scalcinata bottiglieria di terz’ordine; chi potrebbe dire che la famiglia Alberti era diventata celebre e ricca col liquore Strega tanto da poter creare e finanziare un famoso premio letterario? Tutto cambia: non è detto che quello che vive nella nostra memoria individuale solo per questa ragione debba essere eterno e, soprattutto, eterno e universalmente apprezzato: solo se serve a andare avanti l’esperienza ci è utile sennò essa si trasforma inevitabilmente in ottuso pregiudizio. Ma ancora di più mi ha spinto a creare “Cento anni a tavola” la consapevolezza che i miei ( ex ) colleghi non sarebbero stati in grado di offrire ai miei clienti quello che essi hanno trovato da me per decenni: li trattano, i clienti, con supponenza e superficialità, spesso con arroganza e maleducazione e li considerano solo degli allocchi a cui bisogna alleggerire il portafoglio; in alcuni casi, i più maldestri e incompetenti, scivolano addirittura nella frode in commercio… E potrei fare i nomi !! Da parte mia penso che sia giusto ricordare e rispettare tutti coloro che la mia famiglia ha servito per oltre un secolo perché ad essi io (e chi mi ha preceduto, prima di me) devo tutto quello che sono e ho.
Ho trovato, allora, questo mezzo divertente che mi permette , come se fossimo seduti intorno a un tavolo immaginario, enorme, capiente e sempre apparecchiato, di chiacchierare di cibo, di ricette, di vino, di storie e di speranze, riuscendo a chiudere per qualche minuto in un cassetto ansie e preoccupazioni.

 

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